Maschere, porte, teatro, mediterraneo – Comunicato stampa n. 5

In attesa dei tre giorni di Festa Totale alle Artificierie Almagià giovedì 4 giugno il Festival delle Culture di Ravenna si sposta, durante il giorno, in Sala D’Attorre (via Ponte Marino, Ravenna centro) con l’incontro “Enigma uomo: Oltre la maschera, Oltre il confine”, e la sera all’Almagià (vera cattedrale del Festival) con lo spettacolo “Oui ou non, avons-nous traversé la mer?” della compagnia marsigliese Orpheline est une épine dans le pied.

Enigma uomo: Oltre la maschera, oltre il confine è il titolo di un imponente volume, frutto di un lungo lavoro dell’associazione Verde Salute, costruito attorno al senso della maschera intesa come “persona”, l’elemento attraverso il quale l’uomo esprime la propria ricerca di equilibrio nei contesti in cui si muove. Tema centrale del libro è la migrazione e il cambiamento identitario che ne deriva, sia per chi migra, si per chi accoglie (o rifiuta) il migrante, l’altro, il diverso. Il volume è anche il lavoro collettivo di importanti firme come Sergio Zavoli, Tonino Guerra, Arnaldo Pomodoro, Franco Masotti, Tahar Lamri, Alessandro Bergonzoni, Sefi Idem, Elena Bucci, Gherardo Colombo.

Così giovedì 4 giugno, dalle ore 9.30 alle 17, in Sala D’Attorre verrà per la prima volta presentata al pubblico quest’opera che sarà discussa, tra gli altri, con Ivan Zanotti (curatore del libro), Mirta Contessi (presidente di Verde Salute, Danila Indirli (magistrato), Mauro Zanzi (psicanalista), Ennio Calabria (artista).

Oltre la maschera, oltre il confine vuole offrire anche una prospettiva dialogo fra culture, lungo un percorso attraverso nove porte: la fede, il dolore, la filosofia, la giustizia, la scienza, l’arte, l’immaginario, il lavoro, lo sport. È attraverso queste nove porte ideali che è possibile conoscere meglio se stessi, la relatività delle esperienze e di conseguenza l’alterità. Le nove porte sono anche rappresentate nella scultura “La Porte del Pensiero”, un monolite in marmo di Carrara articolato in nove strati, realizzata da Cornelis Rijken e che verrà posta sul Molo di Marina di Ravenna domenica 7 giugno (ore 17).

Il lavoro di Verde Salute guarda anche l’Africa: le offerte che verranno raccolte attraverso il libro serviranno per costruire 12 pozzi artesiani in Burkina Faso.

Il Festival delle Culture si sposta alle Artificierie Almagià alle ore 21 con “Oui ou non, avons-nous traversé la mer?”, uno spettacolo teatrale della compagnia marsigliese L’Orpheline est une épine dans le pied. (ingresso 5 euro).

Lo spettacolo, costruito a partire da trascrizioni di colloqui tenutosi dalle due rive del Mediterraneo, si articola tra documentario e poesia per interrogare la presenza viva della nostra eredità. Che cosa trasportiamo, materialmente e simbolicamente, quando andiamo dall’altra parte? Come ci guardiamo?

L’Orpheline est une épine dans le pied” è una compagnia associata ai Les Bancs Publics, luogo di sperimentazione culturale a Marsiglia. Da due anni sta sviluppando il progetto artistico SACS ET RESSACS (Sacchi e Risacche), legato agli sguardi incrociati provenienti da Marsiglia e da Algeri.

L’evento è organizzato con il contributo e la collaborazione di Associazione Culturale Italia-Francia, Fanny & Alexander, Ravenna Teatro.

Infine ultimo film all’aperto ai Giardini Speyer. Alle 21.30 verrà proiettato West Beyrouth, una pellicola del regista libanese Ziad Doueiri (ingresso libero).

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