Mercoledì 3 giugno – Come un uomo sulla terra

Dal 2003 Italia ed Europa chiedono alla Libia di fermare i migranti africani. Ma cosa fa realmente la polizia libica? Cosa subiscono migliaia di uomini e donne africane? E perché tutti fingono di non saperlo?

Mercoledì 3 giugno (ore 21.30, Giardini Speyer) per la prima volta a Ravenna viene proiettato Come un uomo sulla terra, il documentario di Riccardo Biadene, Andrea Segre e Dagmawi Yimer  sul dramma delle migrazioni “clandestine” forzate attraverso la Libia.

Proprio Dagmawi Yimer è il protagonista/narratore della storia. Dag, ex studente di giurisprudenza, etiope, rifugiato in Italia, video documentarista, migrante. Dag, che ripercorre la strada che da Addis Abeba lo ha portato in Italia. La fuga dall’Etiopia a causa della repressione politica, il viaggio attraverso il Sudan, in quarantacinque su uncome-un-uomo-sulla-terra-b Land Cruiser, il sole del Sahara. E soprattutto Kufra, nel sud della Libia, con le sue prigioni, gli stupri, i suicidi, la corruzione. Poi il Mediterraneo. Il 30 luglio del 2006, dopo oltre un anno di viaggio, Dag arriva a Lampedusa. Ottiene la protezione umanitaria, viene accolto a Roma dove inizia a studiare l’italiano al centro Asinitas, dove impara anche il linguaggio audio visivo nel laboratorio di Andrea Segre. E così decide di ripercorre i propri ricordi attraverso un documentario. Ricordi che diventano così un racconto collettivo, perché ci sono anche le voci di Dagmawi, Tighist, Fikirte, Senait, Dawit, Tesgaye, Damallash, Johannes. Fra il 2006 e il 2007, recita il cartello finale del documentario, sono stati oltre 95mila i migranti che hanno attraversato il deserto libico.  Centinaia i morti prima di raggiungere l’Europa.

Come un uomo sulla terra ha vinto 3 premi al Salina DocFest, il Premio Don Luigi Di Liegro, è stato finalista al David di Donatello ed ha partecipato a numerosi altri festival come  la Mostra internazione del cinema di San Paolo e il Festival Cimafrica di Stoccolma. È già stato presentato in oltre 250 sale in tutta Italia. Il 28 maggio sono stati oltre 400 gli spettatori che hanno assistito alla proiezione al cinema Sacher di Roma, introdotta da Nanni Moretti.

“Chi, senza ancora averlo visto, sente Dag raccontare il suo viaggio, resta travolto dalla quantità di momenti drammatici e si forma un’idea precisa di quanto per un migrante sia facile morire. Se l’ascoltatore è un cittadino europeo che di mestiere racconta storie, a un certo punto prova una paradossale invidia per questa tragica abbondanza di esperienze.” Giovanni Maria Bellu, da “Kufra, il lager-vergogna costruito dagli italiani”, L’Unità, 29 settembre 2008. 

Come un uomo sulla terra si inserisce in un progetto di Archivio delle Memorie Migranti che dal 2006 l’associazione Asinitas Onlus sta sviluppando a Roma in collaborazione con ZaLab, gruppo di autori video specializzati in video partecipativo e documentario sociale, e con AAMOD – Archivio Audioviso Movimento Operaio e Democratico.

  

Come un uomo sulla terra, di Riccardo Biadene, Andrea Segre, Dagmawi Yimer, Italia/Libia, 2008
con Fikirte Inghida, Dawit Seyum, Senait Tesfaye, Tighist Wolde, Tsegaye Nedda, Damallash Amtataw, Johannes Eyob, Tsegaye Tadesse, Negga Demitse
Musiche originali: Piccola Bottega Baltazar
Soggetto e Fotografia: Andrea Segre
Consulenza giornalistica: Stefano Liberti e Gabriele Del Grande (Fortress Europe)
Consulenza storica: Alessandro Triulzi

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