IL FESTIVAL RAGGIUNGE IL SUO APICE – Comunicato stampa n. 6

Venerdì 5, sabato 6, domenica 7 giugno Ravenna sarà crocevia di popoli con le tre giornate finali e più intense del Festival delle Culture. Saranno tre giorni di eventi serrati attorno al dialogo interculturale: 2 convegni, 11 gruppi musicali dal vivo, presentazioni di libri, danze tradizionali, mostre, burattini, cucina dal mondo. Un’esperienza in cui convergono la ricchezza e le energie di circa 90 associazioni fra locali e nazionali, di migranti e di italiani.

I CONVEGNI

Si terranno a sala D’Attorre, nel cuore della città, due convegni: venerdì 5 giugno, dalle 9.30 alle 17.00 “Il filo di Arianna nelle relazioni”, una giornata organizzata dall’associazione di mediatori Terra Mia sul tema della mediazione interculturale nelle scuole, ospedali, strade e aule giudiziarie; sabato 6 giugno, dalle 10 alle 17.00, “La comunicazione in una società multiculturale”: nella mattina verrà presentato dalla Regione Emilia Romagna il Protocollo sulla comunicazione interculturale, che sarà da spunto per una tavola rotonda con giornalisti locali e nazionali sul tema della rappresentazione dell’immigrazione nei media (tra gli ospiti Giuseppe Faso e Gabriele Dal Grande). Nel pomeriggio si festeggeranno i primi 10 anni di vita del primo giornale d’Italia scritto in lingua straniera: l’albanese Bota Shqiptare, con il direttore e una serie di giovani protagonisti immigrati di seconda generazione che si stanno mettendo in gioco nella comunicazione interculturale.

LA GRANDE FESTA ALLE ARTIFICERIE ALMAGIÀ

L’Almagià, antico magazzino dello zolfo, restituito alla città di Ravenna come luogo di arte e cultura, è la vera cattedrale del Festival dove venerdì, sabato e domenica sera andrà in scena una grande sagra cosmopolita. La festa sarà tenuta a battesimo venerdì alle 19.30 dalla Banda della città di Ravenna che marcerà da Piazza del Popolo, attraverso il centro, sotto le porte etniche dello scultore Giampaolo Masotti, fino ad arrivare all’Almagià. Lì verranno accolti dalla capoeira del gruppo Coquinho Baiano che passerà poi il testimone ai burattini dei giovani allievi dell’Atelier delle Figure di Arrivano dal Mare. Alle 21.30 spazio alla cultura giovanile con un ospite di eccezione: la star nostrana del rap Inoki (un disco anche con la Warner), ospitato dai giovai rapper ravennati di origine straniera Nashy, Incubo e Gabry insieme alla crew meticcia bolognese dei Mic Meskine. Seguirà il concerto del gruppo italo-marocchino-argentino Les Hardonik (vincitori del premio Cross Mode 2008) che saranno introdotti dalle giovani promesse ravennati dei The Slide. Per chiudere la prima giornata una band direttamente da Evora, Portogallo, grazie al Progetto europeo Oralities: gli Uxu Kalhus, con le loro sonorità folk rock.

Sabato 6 giugno verrà festeggiato l’ospite d’onore del Festival, l’Albania con artisti venuti appositamente dal Paese delle Aquile del calibro di Lili Cingu, Rexhep Celiku, figure leggendarie del ballo tradizionale albanese, il celebre attore Mirush Kabashi e la cantante Fatime Ymeri. Ad aprire le danze, alle ore 21, il complesso Spartiti per Scutari Orkestra (ore 21), 25 elementi per un viaggio nella musica balcanica condotti dal maestro albanese Bardh Jakova. Seguiranno poi le voci bulgare del Folklore Song and Dance Ensemble della città di Sliven, sempre all’interno del Progetto Oralities. Il sabato sera sarà anche il momento delle premiazioni: verrà assegnato infatti dal sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci il Premio all’intercultura “Oltre i confini” istituito dal Comune per riconoscere persone, enti, associazioni o organizzazioni che si sono distinte nel dialogo fra i popoli e nel campo dell’intercultura.

Domenica 7 giugno: la giornata inizia sul molo di Marina di Ravenna con l’inaugurazione della scultura dell’artista olandese Cornelis Rijken “La porta della conoscenza”, monolito di marmo di Carrara. Poi, sempre sul molo, ci si avvicinerà al tramonto con il gruppo di folk rock romagnolo Radìs, una jam session di percussioni senegalesi (a cura dell’associazione senegalo-ravennate) e le Atilogu Dance nigeriane.

Nel finale di domenica, dalle 20, si torna all’Almagià e nelle “periferie” con la presentazione della graphic novel “Morti di Sonno” di Davide Reviati (fresco di stampa per la Coconino) preludio a una serata che vedrà l’alternarsi di balli dalle Filippine dei Mabuhay, danze dell’antico regno africano degli Edo e dimostrazioni delle millenarie arti marziali cinesi: Tang Lang spada, sciabola e mani nude, Wuxing, Shao Lin, Shuai Jiao e Long Xing Quan. Seguirà poi l’ultimo gruppo del Progetto Oralities, dalla Spagna l’Asociación Ourensá de Folclore Tradicional con musica tradizionale Gallega.

Nelle tre giornate dell’Almagià spazio anche ai sapori dal mondo con un ristorante di cucina tipica albanese e uno di specialità indiane e cingalesi. Commercianti e associazioni popoleranno l’area con bancarelle di prodotti artigianali, libri, abbigliamento, prodotti gastronomici.

LE MOSTRE

Venerdì 5 giugno, alle 19, ci sarà la vernice della la mostra “Oralitès” dell’Accademia delle Belle Arti (Santa Maria delle Croci, via Guaccimanni). Sarà aperta fino al 10 giugno la Mostra di Maschere Africane nella galleria della Biblioteca Oriani (Via Corrado Ricci), fino al 7 giugno come l’istallazione di Matteo Magnante “Sparàgmos, Dramnon” (Chiesa di S. Eufemia, via Barbiani).

Dentro l’Almagià verranno esposte le opere intergenerazionali realizzate all’interno del progetto “Diversa-Mente” (premiazione venerdì 5, ore 21). Sempre in omaggio all’Albania “Scritti di luce”, fotografie originali che raccontano 100 anni di Albania, dal 1850-1950.

IL FESTIVAL DELLE CULTURE 2009 nasce dall’incontro fra i Festival “L’Essenza delle Presenza” e “MeditaEuropa” ed è promosso dal Comune di Ravenna, Regione Emilia Romagna, Rappresentanza dei cittadini stranieri di Ravenna.

IL FESTIVAL DELLE CULTURE 2009 è realizzato grazie al contributo di: Fondazione del Monte, Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, Legacoop, Cna, Associazione culturale Italia Francia.

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