Il Festival delle Culture al Ravenna Festival

… c’è un luogo. Incontriamoci là (anno secondo)
VOCI NELLA PREGHIERA
Venerdì 11 giugno ore 21, ingresso libero
Basilica e Giardini di San Vitale

Tappeti sull’erba in uno fra i luoghi forse più emblematici di un’antica e ancora oggi possibile comunione tra Oriente e Occidente, la basilica di San Vitale. Una profusione di candele, da sempre simbolo della vita spirituale. Anche quest’anno Ravenna Festival ripeterà il momento di ascolto fra religioni ideato da Cristina Mazzavillani Muti: ‘…c’è un luogo. Incontriamoci là. Voci nella preghiera’. Il rito, sempre variegato e fascinoso, sarà proposto venerdì 11 giugno, alle 21, anticipato da una cerimonia propiziatoria e di benvenuto, con l’offerta di te alla menta maghrebino (alle 20.30).

“Ci si muoverà sulle tracce dell’anno scorso, sull’onda della calda richiesta del nostro pubblico – spiega Cristina Mazzavillani Muti – con la volontà di ripetere questo momento anche nelle prossime edizioni del Festival. E l’unione sarà, quest’anno, ancora più intensa”. Infatti, il dialogo tra le tre grandi religioni del libro, ebraica, cristiana, musulmana, sarà arricchito dalle voci di altre fedi, sia con interventi dal vivo, sia con registrazioni ad alto ‘impatto emozionale’.

La meditazione prenderà il via con le parole di uno tra i massimi e più conosciuti filosofi italiani, Umberto Galimberti, profondo indagatore del ‘sacro’. Poi si rinnoverà appunto l’incontro di genti, etnie, popoli, individui che eleveranno la propria preghiera e il proprio canto a un Dio plurinvocato in molte lingue, in molti riti e nelle forme più svariate della religiosità. Un Dio che a volte sembra essersi allontanato dal mondo lasciando a donne e uomini un desiderio infinito di protezione, conforto, rassicurazione. Le lodi musulmane, anticipate dalla chiamata alla preghiera del muezzin, si incroceranno con i ritmi sefarditi, nati nella Spagna ebraica; poi canti animisti che si accostano alla tradizione cristiana, raccogliendone il culto mariano, pur volendo evocare gli spiriti. Seguiranno ritmi che sembrano provenire dal centro della terra fino a quando si alzerà una voce bianca, quella di un bambino ravennate che si affaccerà a quella stessa grande finestra che l’anno scorso è stata cornice per la preghiera cantata da Soeur Marie Keyrouz. E, ancora, si ascolteranno la dolcezza di preghiere cantante in dialetto romagnolo; il suono ‘quasi umano’ dell’Onde Martenot; i ritmi e le voci della tradizione siciliana; gli intensi canti della tradizione bosniaca; la perfezione stilistica della tessitura vocale di un controtenore. Il tutto fino a notte fonda, consentendo al pubblico di respirare con il cuore l’aria dei grandi deserti, dove sono nate le grandi religioni monoteiste, continuando nel pellegrinaggio dello spirito che caratterizza Ravenna Festival dalla propria nascita.

L’evento è organizzato con il determinante apporto tecnico di BH Audio.

Info 0544 249244

VOCI NELLA PREGHIERA
ideazione e regia Cristina Mazzavillani Muti

introduce Umberto Galimberti

con la partecipazione di
Alen Abdagic (voce, Sarajevo, Bosnia Erzegovina)
Fratelli Mancuso (voce e strumenti)
Luisa Cottifogli (voce) e Gabriele Bombardini (chitarra elettrica e devices)
Reda Zine (cantante Gnawa, Marocco)
Bruno Perrault (Ondes Martenot, Francia)
Pierfrancesco Venturi (voce bianca)
Catherine Pantigny (danzatrice, Francia)
Antonio Giovannini (controtenore)
Cho Min Kyung (soprano, Corea)
Giuliana Mettini (voce, tradizione ebraica sefardita)
Aziz Gharras ensemble (musica della tradizione musulmana Anashid, Marocco)
Aziz Gharras , voce solista, muezzin
strumentisti: Daf, Riq, Darbuka, Nay, Urk (Qanun)
Rito senegalese dal Sabar

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