Comunicato stampa n. 4 – Giornata n. 1: Fiumana dei giovani, Premio all’intercultura, Simb & Sabar, Kalifoo Ground Music System

Parte venerdì 8 alle 17, presso il Museo Nazionale di Ravenna, la VI edizione del Festival delle Culture, che proseguirà all’Almagià e dintorni, in Darsena di città, fino a domenica sera.  Organizzata da Comune di Ravenna, Rappresentanza dei cittadini stranieri e Ravenna Solidarietà, parte di  Prove tecniche 2019 per Ravenna capitale europea della cultura, la kermesse sarà una tre giorni di festa e celebrazione della Ravenna multiculturale, con parate, concerti, danze, dibattiti, gastronomia, mostre e mercati.

Dal museo nazionale, dopo i saluti dell’assessore all’immigrazione Martina Monti e del coordinatore di Ravenna Capitale 2019 Alberto Cassani, si snoderà per il centro storico una “fiumana” di giovani guidati dalla Spartiti per Scutari Orkestra, 15 elementi diretti dal maestro Bardh Jakova con musiche balcanico-albanesi. Fiumana di giovani che esprimeranno al massimo la loro creatività con performance di Parkur, il gruppo Giocolieri di Ravenna e la zampogna di Stiliana (sosta in piazza San Domenico), i writers Noir & Mark, l’hip-hop & jerk degli Young Star Star e dell’Accademia Cecchetti, i balli latini di Mery & i Ballerini del Quake, i balli tunisini e filippini (sosta Piazza del Popolo), sfilando infine verso l’Almagià portando la Grande Bandiera del Mondo raggiunti in via Diaz anche dai mimi bulgari Damian Minkov e Marta Dimitrova.

Nel frattempo nell’area dell’Almagià sarà sorta una grande fiera con gli stand di circa 30 associazioni attive nella cooperazione, cultura e immigrazione, bancarelle di artigiani da tutto il mondo e l’area ristorazione con le specialità tunisine e senegalesi, il ristorante indiano Aralya e Marrakesh con i piatti tipici del Marocco.

Dentro l’Almagià si partirà alle 19.30 con un incontro dal titolo “Il ruolo delle istituzioni per l’accoglienza e la solidarietà”, con Fabrizio Matteucci, il Prefetto Bruno Corda, Luca Pacini dell’Anci e il vice capo dipartimento vicario Libertà Civili ed Immigrazione Ministero dell’Interno Riccardo Compagnucci, ex Prefetto di Ravenna. Proprio a Compagnucci sarà consegnato il Premio Città di Ravenna per l’Intercultura, un sampietrino incastonato nei mosaici, per essere stato sempre in prima linea nell’accoglienza dei profughi in Italia, a partire dalla guerra in Ex Jugoslavia alla disgregazione dello Stato albanese fino alle crescenti migrazioni forzate dal “sud” del mondo.

Spostandosi sulla banchina della Darsena alle 20 si potrà assistere allo spettacolo senegalese “Simb, o les Faux Lion”, una danza che racconta la storia del cacciatore che, attaccato da un leone diventa uno strano personaggio. Ci sono i falsi leoni e i goor-jigeen (gli uomini-donna) ed esplosioni di percussioni. A seguire un vero e autentico Sabar, un rito fra donne danzanti e percussionisti, un pezzo di Senegal tradizionale proposto dall’associazione senagalo-ravennate.

 Occorrerà aspettare le 22, dentro l’Almagià, per il concerto del Kalifoo Ground Music System, una posse rap/reggae di italiani e africani nati a Castel Volturno dopo la cosiddetta strage di San Gennaro. Era il 18 Settembre 2008 quando un commando camorristico guidato da Giuseppe Setola spara 150 colpi di kalashnikov contro un gruppo di immigrati che si trovano lì per caso: ne uccide sei. Una strage. Cinque ragazzi non ci stanno e cominciano ad alzare il volume dei propri microfoni a colpi di rap; italiano, inglese, francese e dialetti africani, tutto condito da ritmi reggae rigorosamente in levare. Una posse di neri e di italiani: i Kalifoo Ground Music System. Il nome che hanno scelto ricorda la vita dei clandestini e degli “schiavi a giornata”, in fila ogni giorno per qualche ora di lavoro mal pagata, e i loro testi sono il megafono di un intera comunità.

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