Comunicato stampa n. 3. Sabato 4: danze, dibattiti e concerto a ritmi serrati

Sabato apertura del Festival in pieno pomeriggio, alle 17, dentro all’Almagià con uno spettacolo proposto dalle associazioni dei senegalesi ravennati: Simb o Faux Lion, un’animazione di strada molto popolare in Senegal, un rito di possesso e una danza inseguimento fra pubblico e “cattivi” leoni. L’animazione sarà seguita da un Sabar, il duello fra donne e tamburi, un classico per il Festival delle Culture.

Entra a pieno ritmo la macchina dei dibatti: dopo l’incontro organizzato dalla Lega islamica e dall’associazsione Femminile Maschile Plurale “I diritti delle donne, fra pubblico e privato, nell’area del Mediterraneo. E in Europa?” , alle 18, nella tenda berbera, con Malika Hamidi dell’European Muslim Network e del gruppo Gierfi di Barcellona e Paola Zappaterra di Orlando, ci si trasferisce nello spazio dibattiti lungo la Darsena dove alle 19, preceduto da una performance di teatro- danza a cura di CantieriDanza e Liceo Artistico direttamente dal Festival Nutrimenti, si parlerà della figura di Lawrence d’Arabia con Fanny&Alexander e Wu Ming 4. Seguirà un dialogo sul narrare dei migranti fra gli scrittori Milton Fernandez, Roberta Yasmine Catalano e il regista Marcello Bivona (ore 20) dal titolo “Italiani altrove”, un incontro con il sociologo Aly Baba Faye e Mirella Rossi della Cgil sulla questione degli immigrati anziani e i rimpatri assistiti (ore 21) e infine Carlotta Mismetti Capua che ci parlerà della sua esperienza con i rifugiati afgani di Roma riportata nel libro “Come due stelle nel mare” (ore 22).

Sabato largo spazio alla musica. Alle 21.00, sul palco dell’Almagià, dalla Tunisia il Marzouk Ensemble. Marzouk Mejri è un polistrumentista che spazia dal nay al mezued, zukra, darbuka, bendir che accompagnato dal suo gruppo propone la musica trdizionale malouf (andaluso-tunisina) commistionata da sonorità moderne che vanno dal dub al free jazz. Seguirà il concerto dei Sette Denari, a cura dell’associazione Amici della Tammorra, uno spettacolo di tammuriata che racconta la Campania attraverso la simbologia del sette di denari. Nella tenda berbera alle 21 ci sarà invece una esibizione di canti religiosi dell’Islam e madih del gruppo El safae Anasheed.

Come sempre largo spazio alle atmosfere di festa e convivialità grazie allo spazio mercato/suq di artigianato etnico e solidale, ai ristoranti Marrakesh (specialità nordafricane) e Araliya (India / Sry Lanka) e al coinvolgimento di oltre 30 associazioni presenti con i loro banchi espositivi.

Le dediche ai martiri del giorno: Lat Dior Ngoné Latyr Diop, detto Lat Dior (Senegal), Tavio Amorin (Togo), Roque Dalton (El Salvador), Diop Gougnao (Senegal), Peppino Impastato (Italia), Zaher Rezai (Afghanistan).

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