2° giorno – Comunicato stampa

Il giorno due del Festival delle Culture incomincia alle ore 10, in Sala D’Attorre (via Ponte Marino 2, Ravenna Centro), con il seminario “Africa: un vivere sostenibile,  nuovi confini per l’abitare”. L’incontro, patrocinato dagli Ordini degli architetti di Ravenna e di Bologna, è un momento di approfondimento collegato all’esperienza del workshop “Una cupola per la Darsena”, in cui porterà la propria esperienza anche l’architetto Fabrizio Caròla, padre della Cupola in stile nubiano, che per oltre trent’anni ha sperimentato architetture low tech in Africa,  con opere pubbliche che hanno vinto numerosi premi come l’Aga Khan Award for Architecture per il Kaedi Regional Hospital in Mauritania. Il suo intervento si intitola “Antiche tecnologie per una nuova architettura”. Al seminario parteciperanno anche l’assessore del Comune di Ravenna Libero Asioli, il poeta eritreo Hamid Baorel Abdou, e gli architetti Linda Zardo, Blal Adem Esmail e Samuel Teclehaimanot Ghebreiesus.

Gli eventi in Darsena incominciano alle ore 17, in banchina, con l’incontro “Cittadinanza Intrecciata. Donne migranti e native insieme per una piena cittadinanza senza confini”. Organizzato da Intrecci, Rete regionali di associazioni di donne native e migranti,  con la collaborazione di Associazione Liberedonne – Casa delle Donne di Ravenna, l’incontro vede la partecipazione di Giovanna Piaia (Assessora alle Politiche e alla Cultura di Genere del Comune di Ravenna), Alessandra Lazzari (Associazione Intrecci), Carla Olivieri (Associazione Liberedonne – Casa delle Donne), Atanasiu Olimpia (Casa Insieme), Mirella Rossi (Segreteria provinciale Cgil), Diop Mbayang (Ande Liguey), Faiza Mahri (giornalista e mediatrice culturale), Miranda Kalefi (già consigliere aggiunto al Comune di Ravenna), Teresa Marzocchi (Assessora alle politiche sociali e integrazione Regione Emilia Romagna).

Spazio alla musica e alle danze africane alle ore 19, dentro l’Almagià, con il Sabar, un classico del Festival. Si tratta di un antichissimo spettacolo della cultura wolof del Senegal in cui maestri percussionisti dettano il ritmo per un alternarsi di danze frenetiche di donne senegalesi con i propri coloratissimi costumi tradizionali.

Alle 20.30 si torna nello spazio dibatti lungo la banchina della Darsena con l’incontro Senza lavoro, chi siamo? Crisi economica, cittadinanza e identità della persona”. Moderati da Sokol Palushaj si confronteranno Daniela Ciani (Consulente all’orientamento), Idilio Galeotti (Segretario Nidil Cgil), Anna Di Matteo (psicologa dello Sportello “Non sei solo” per le vittime della crisi economica, dell’Associazione SèStante), Enzo Morgagni (Sociologo, Università di Bologna), Francesco Zanotelli (Antropologo, Università di Messina), su come la perdita del lavoro influisce sull’equilibrio psicologico e sull’identità sociale della persona, in Italia oggi con raffronti con altre epoche e altri contesti socio-culturali in cui lavoro e crisi hanno differenti percezioni.

Il concerto clou del Festival ci sarà alle 21.30, quando saliranno sul palco dell’Almagià Zohreh Jooya con il suo Afghan Ensemble, in un suggestivo repertorio di canti tradizionali e religiosi persiani (i Gazhal e i Qawwali). Zohreh Jooya, di padre afghano e madre iraniana, ha studiato musica classica ad Amsterdam e vive a Vienna dal 1980 dove ha conseguito un master in opera presso il Conservatorio. Jooya ha creato un nuovo modo di interpretare la musica tradizionale dell’antica Persia, suonata con strumenti originali. Con all’attivo sei album in studio Zohreh Jooya è stata ospite durante il più grande concerto tedesco di musica internazionale a Rudolstadt. Ha suonato in numerosi Festival internazionali come al World Music Expo 2010 a Copenaghen o recentemente al Festival de Monde di Montreal. All’Almagià sarà accompagnata da Daud Khan Sadozai al Robab, Miriam Encinas al Dilruba, Daira Rashmi Vibhu Bhatt alle Tabla.

Chiude il programma degli spettacoli di sabato la compagnia International Afric-Racine con le loro “Danze senza confini”, alle ore 23.

Come ogni giorno ampio spazio anche alle attività per bambini con il laboratorio ludico creativo “Gioca con noi!”, dove costruire giocattoli e bijoux di tutte le tradizioni del mondo. Alle 18.30 ci saranno anche gli animatori del Centro La Lucertola per rinverdire la tradizione della corsa con i carretti a cuscinetti a sfera.

Festival delle Culture come grande piazza dove passare una serata in compagnia, grazie anche alla fiera mercato con prodotti artigianali da diverse parti del mondo, produzioni artistiche locali, articoli equosolidali, e ai punti ristoro: il Ristorante Marrakech con specialità mediorientali, Araliya con i piatti indiani e srylankesi, Bella Africa con cucina tunisina, senegalese e camerunese

Il Festival delle Culture è un evento Prove Tecniche 2019, organizzato dal Comune di Ravenna con il contributo della Fondazione del Monte.

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