1° giorno – Comunicato stampa

Sarà la splendida basilica di San Francesco a fare da sfondo all’inaugurazione della VII edizione del Festival delle Culture di Ravenna, venerdì 7 giugno alle 17. Dopo i saluti dell’assessora all’immigrazione Martina Monti e del coordinatore di Ravenna 2019 Alberto Cassani i giovani del gruppo Generazioni in Movimento impugneranno la grande bandiera del mondo per dare il via alla tre giorni di musica, danze, dibattiti, gastronomia all’insegna dell’intercultura e dello stare insieme. Parole chiave di questa edizione: cittadinanza e confini, come tema dominante del Festival, e partecipazione, come metodo attraverso cui si è progettato e organizzato il tutto, un percorso che ha visto protagoniste circa cinquanta associazioni.

Da piazza San Francesco, dopo le esibizioni di parkour, capoeira e break dance partirà la grande fiumana umana che scorrerà lungo il centro storico fino alle Artificerie Almagià, in Darsena di città, cuore pulsante della manifestazione. Tappa intermedia in piazzetta Einaudi con i balli filippini di Mabuhay, quelli latino americani di Mery e i ballerini del Quake, le acrobazie dei giocolieri di Ravenna Jugglers.

All’arrivo della Fiumana, alle 19.30, di fronte all’Almagià sarà inaugurata, con tanto di volo di colombe, “Una cupola per la Darsena”, progetto dell’architetto Samuel Teclehaimanot Ghebreiesus, figlio delle opere architettoniche costruite in Africa da Fabrizio Caròla, presente per l’occasione. La Cupola, esempio di bio edilizia low tech di ispirazione nubiana, è stata costruita in circa due settimane in un workshop a cui hanno partecipato studenti di ingegneria, giovani richiedenti asilo del progetto Sprar di Ravenna e cittadini volontari, guidati da due esperti muratori di Cmc e della Scuola provinciale edili. Alle 20, dentro all’Almagià, si prosegue con una tradizionale esibizione di Capoeira, la danza lotta brasiliana, da parte del gruppo Coquinho Baiano. A seguire si volerà virtualmente fino a Dakar con un collegamento in diretta con il “Festival de Theatre pour l’enfance et la promotion des jeunes talents africains”, un evento organizzato dall’associazione Takku Ligey dell’attore ravennate d’adozione Mandiaye Ndiaye, nato all’interno del Network for African Talents, un progetto di Ravenna Festival, Kulungwana Association (Mozambico), Takku Ligey (Senegal), F.a.t.e.j.(Camerun) cofinanziato dall’Unione Europea. Saranno presenti Franco Masotti e Franco Belletti di Ravenna Festival.

Nello spazio incontri sulla banchina della Darsena alle 20.45 si discuterà di “Suolo o sangue? Cittadinanza italiana: diritti, discriminazioni e prospettive”. Ci saranno: Marco Najibe Salami, atleta dell’esercito, figlio di marocchini nato in Italia, che per correre a livello agonistico ha dovuto passare molte peripezie quando era senza il passaporto italiano; l’avvocato Andrea Maestri, esperto di immigrazione e legge sulla cittadinanza: il sociologo Mauro Valeri, responsabile dell’Osservatorio sul razzismo e antirazzismo nel calcio, autore di libri quali “Black Italians” , “Nero di Roma” o “Negro, ebreo, comunista”; Laura Scacchetti, membro di Rete TogethEr, una realtà giovanile regionale che riunisce italiani e stranieri per la promozione della convivenza e della cittadinanza attiva; Filippo Miraglia, responsabile nazionale immigrazione dell’Arci, tra i promotori della campagna “L’Italia sono anch’io”, a seguito della quale è stata depositata in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare in favore dello ius solis.

Due i concerti della serata, sul palco dell’Almagià, a partire dalle 21.30. Aprirà l’Ensemble du Sud, una band multiculturale di Bologna composta da musicisti provenienti da Cina, Senegal, Venezuela, Perù, Egitto e Italia. Un giro del mondo in musica quindi, in cui scovare le diverse influenze fra le pieghe di questo progetto meticcio. A seguire i Radìs, band romagnola che attinge a piene mani dalle radici popolari locali con un piglio rock che promette gioia, vitalità e istigazione al ballo collettivo. “Speriamo sia un fiasco” è il loro ultimo disco, ma loro sin’ora hanno già raccolto diversi riconoscimenti, tra cui a “Musica nelle Aie” e a “Imola in musica”.

Già nella prima giornata al Festival delle Culture ce n’è per tutti i gusti. I più piccoli potranno divertirsi nel laboratorio ludico creativo “Gioca con noi!”, costruendo giocattoli e bijoux da tutto il mondo. Gli amanti di Instagram, dalle 19, potranno partecipare al contest “InstaTER Street Art @Darsena di Ravenna”, una camminata con gli amici di IstaRavenna fra i murales della Darsena e il Festival,  in cui taggare foto con  #festaculture13 da rivedere sul sito www.ravenna2019.eu e con  #myER_StreetArt per partecipare al concorso organizzato da TurismoEmiliaRomagna.

Ampia scelta per chi vuole cimentarsi in nuovi sapori: ci sarà il Ristorante Marrakech con specialità mediorientali, Aralya con i piatti indiani e srylankesi, Bella Africa con cucina tunisina, senegalese e camerunese. Spazio anche allo shopping con un mercato di prodotti artigianali da diverse parti del mondo, produzioni artistiche locali, articoli equosolidali. Una fiera che si estende con gli stand espositivi di oltre venti associazioni di volontariato, dentro e fuori all’Almagià, dove ci saranno anche tre esposizioni: “But Baxt ta Sastipè” (Che possiate essere sani e fortunati), una mostra sulla storia e la cultura del popolo rom, “I can do it”, lavoro fotografico sulle donne immigrate ad opera di Mirada Kalefi, e un’istallazione a cura di Laboratorio Mondo di manifesti realizzati da liceali forlivesi sulla comunicazioni nelle società democratiche.

Il Festival delle Culture è un evento Prove Tecniche 2019, organizzato dal Comune di Ravenna con il contributo della Fondazione del Monte.

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